UN POSTULANTE IMMATURO
1575 28. Quando ancora nessuno veniva ricevuto nella
fraternità senza il consenso di Francesco, si presentò
con altri che aspiravano a questa vita il figlio di un nobile
di Lucca. Francesco allora stava poco bene, e abitava nel
palazzo del vescovi di Assisi. Mentre i frati presentavano
i nuovi venuti, quel giovane si inchinò davanti a Francesco
e scoppiò a piangere forte, supplicando di essere accettato.
Il Santo lo fissò e gli disse: «Misero e carnale
uomo, perché stai mentendo allo Spirito Santo e a me?
Carnale e non spirituale è questo tuo pianto».
Non aveva finito di parlare che irruppero in piazza, a cavallo,
i parenti di lui con il proposito di prendere il giovane e
riportarlo a casa. Sentendo egli lo strepito dei cavalli e
guardando i sopravvenuti da una finestra del palazzo, scorse
i suoi parenti e subito si precipitò fuori incontro
ad essi. In loro compagnia tornò nel mondo, come aveva
previsto Francesco, illuminato dallo Spirito Santo.
I frati e gli altri presenti ne furono sbalorditi, e magnificarono
e lodarono Dio nel suo Santo.